Nullità del contratto derivato sentenza del Tribunale di Torino del 21 settembre 2017

//Nullità del contratto derivato sentenza del Tribunale di Torino del 21 settembre 2017

Nullità del contratto derivato sentenza del Tribunale di Torino del 21 settembre 2017

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Come ritenuto dal Tribunale di Torino con sentenza 4987 del 19.10.2016 dott. Martinat, che si richiama e si condivide, alla luce della sentenza delle Sezioni Unite l’art. 30 TUF si applica anche alla fattispecie oggetto di causa, ove non viene in esame un servizio di collocamento in senso stretto ma un servizio di investimento diverso, ove la banca si pone come controparte diretta del cliente nella negoziazione dello strumento finanziario, dovendo darsi alla disposizione un’interpretazione ampia a tutela dell’investitore. L’orientamento delle Sezioni Unite è stato confermato dalla Corte di Cassazione con la sentenza n.7776/2014, successivamente alle modifiche introdotte al comma 6 dell’art. 30 TUF con l’art. 56 quater D.L. 69/2013 conv. in L.98/13. Con tale sentenza la Suprema Corte ha ribadito la perdurante validità dell’orientamento giurisprudenziale espresso nel 2013 dalle Sezioni Unite, statuendo che la modifica legislativa non ha natura interpretativa sulla base di criteri di interpretazione logica, finalistica e costituzionalmente orientata e che “L’art. 56 quater del d.l. 21.6.2013, n. 69, il quale – novellando l’art. 30, comma 6, d.lgs. 24.2.1998 n. 58 – ha previsto che il diritto di recesso del risparmiatore dai contratti di investimento stipulati fuori sede spetti anche nel caso di operazioni di negoziazione di titoli. Tale orientamento è stato ancora ribadito dalla Corte di Cassazione con la sentenza n.11401/2016, secondo cui “La giurisprudenza di questa Corte si è espressa nel senso che il diritto di recesso accordato all’investitore dall’art. 30, comma 6, t.u.f., e la previsione di nullità dei contratti in cui quel diritto non sia contemplato, contenuta nel successivo settimo comma, trovano applicazione non soltanto nel caso in cui la vendita fuori sede di strumenti finanziari da parte dell’intermediario sia intervenuta nell’ambito di un servizio di collocamento o gestione di portafogli individuali, prestato dall’intermediario medesimo in favore dell’emittente o dell’offerente di tali strumenti, ma anche quando la medesima vendita fuori sede abbia avuto luogo in esecuzione di un servizio d’investimento diverso, ivi compresa l’esecuzione di ordini impartiti dal cliente in esecuzione di un contratto quadro, ove ricorra la stessa esigenza di tutela (vd. Sez. Un. n. 13905 del 2013)”.

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By | 2017-09-29T16:42:58+00:00 September 29th, 2017|Judgments|0 Comments

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Massimiliano Elia Laureato all'Università degli Studi di Torino, è iscritto all’Ordine degli Avvocati di Torino, con abilitazione al patrocinio presso le Giurisdizioni Superiori. Vanta una vasta competenza ed esperienza nel settore bancario e finanziario, con particolare riguardo ai temi della finanza straordinaria e strutturata, ristrutturazione del credito, contenzioso e operazioni di risanamento delle imprese, private equity e venture capital. Massimiliano Elia ha ricoperto il ruolo di Componente della Commissione Assistenza giuridico-economica in materia bancaria e finanziaria di "U.N.I. Ente Italiano di Normazione"; ha assunto incarichi in collegi Arbitrali e collabora quale arbitro con il Tribunale della Camera Arbitrale di Milano. E' autore e coautore di pubblicazioni in materia bancaria e finanziaria e su tali temi partecipa in qualità di relatore a numerosi convegni di studio. Lingue straniere: inglese

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