La posta del risparmiatore del Sole 24 Ore

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La questione è controversa. Sulla base delle indicazioni del lettore parrebbe che la banca abbia agito in forza dell’art. 1854 c.c. che prevede che nel caso in cui il conto corrente sia intestato a più persone, con facoltà per le medesime di compiere operazioni anche separatamente, gli intestatari sono considerati creditori o debitori in solido dei saldi di conto. Per costante giurisprudenza, il creditore non può pignorare la totalità delle somme depositate su un conto corrente cointestato, ma deve limitarsi ad aggredire la sola quota del debitore applicando l’art. 1298 c.c. e non il 1854 c.c, che disciplina solo i rapporti tra banca e correntisti.
Anche la Corte di Cassazione si è più volte espressa in merito ai rapporti tra debitori solidali su i conti correnti cointestati e con la sentenza n. 8758 del 18.08.1993, richiamata nella successiva sentenza n.4327 del 29.04.1999 e da ultimo nella n.2699/2013, ha disposto che nel conto corrente bancario cointestato a più persone, i rapporti interni tra correntisti sono regolati non dall’art. 1854 c.c. ma dall’art. 1298 c.c. che disciplina i rapporti interni tra cointestatari del conto, ed in base al quale le parti di ciascuno dei debitori e creditori solidali si presumono uguali se non risulta diversamente.
Sul punto è anche intervenuto l’arbitro Bancario con il Collegio di Milano n.740/2013 affermando che, ove uno dei cointestatari del conto corrente sia totalmente estraneo al rapporto obbligatorio con il creditore pignorante, le somme di pertinenza del debitore devono ritenersi pari al 50% dell’importo complessivo delle somme presenti sul conto.
Recentemente anche il Tribunale di Torino con la sentenza del 3.11.17 ha confermato che il pignoramento può considerasi valido solo per il 50% delle somme pignorate in caso di conti correnti cointestati a più soggetti, non potendosi pignorare la totalità delle somme presenti sul conto.

By | 2019-07-22T15:52:56+00:00 luglio 22nd, 2019|Press|0 Commenti

About the Author:

Massimiliano Elia Laureato all'Università degli Studi di Torino, è iscritto all’Ordine degli Avvocati di Torino, con abilitazione al patrocinio presso le Giurisdizioni Superiori. Vanta una vasta competenza ed esperienza nel settore bancario e finanziario, con particolare riguardo ai temi della finanza straordinaria e strutturata, ristrutturazione del credito, contenzioso e operazioni di risanamento delle imprese, private equity e venture capital. Massimiliano Elia ha ricoperto il ruolo di Componente della Commissione Assistenza giuridico-economica in materia bancaria e finanziaria di "U.N.I. Ente Italiano di Normazione"; ha assunto incarichi in collegi Arbitrali e collabora quale arbitro con il Tribunale della Camera Arbitrale di Milano. E' autore e coautore di pubblicazioni in materia bancaria e finanziaria e su tali temi partecipa in qualità di relatore a numerosi convegni di studio. Lingue straniere: inglese

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