Tribunale di Milano 11 gennaio 2018 collocamento a distanza nullità del contratto derivato

--Tribunale di Milano 11 gennaio 2018 collocamento a distanza nullità del contratto derivato

Tribunale di Milano 11 gennaio 2018 collocamento a distanza nullità del contratto derivato

sentenza
La domanda di dichiarazione della nullità del contratto a norma dell’art. 30.6 TUB vigente al momento della stipulazione del contratto, costituisce ragione più liquida per l’accoglimento delle domande attoree nei termini di seguito precisati.
Risulta pacificamente dalla conferma dell’ordine d’acquisto del 22.10.2007 (doc. 3 attore) che il contatto di swap titolo delle domande attoree venne concluso per telefono.
Nell’ambito della disciplina dell’offerta fuori sede, l’art. 32.2 TUF evidenzia che spetti alla Consob, sentita la Banca d’Italia, disciplinare con regolamento, in conformità rispetto ai principi stabiliti all’art. 30 TUF, le attività di promozione e collocamento mediante tecniche di comunicazione a distanza, tra le quali rientra, a norma dell’art. 32.1 TUF anche la sollecitazione telefonica.
Come evidenziato dall’attrice nella prima memoria istruttoria, l’art. 72.4 del Regolamento Consob 11522/1998, disciplinando sul punto le attività di collocamento telefoniche, espressamente esclude che possa essere considerata come offerta fuori sede quella eseguita a mezzo telefono solo con riferimento agli operatori qualificati.

La possibilità di qualificare ed interpretare la novella legislativa come norma di interpretazione autentica è stata, tuttavia, esclusa espressamente dalla Cassazione con due sentenze (Cass. 7776/2014, confermata dalla Cass. 1368/2016). Nell’esercizio della propria funzione di nomofiliachia, la Cassazione ha motivatamente escluso la possibilità di ritenere l’art. 56 quater richiamato come norma di interpretazione autentica, evidenziando come a tale qualificazione osti una lettura costituzionalmente orientata della norma stessa con riferimento all’art. 47 Cost., comma 1, nella parte in cui introdurrebbe un regime di favore per gli istituti di credito i quali abbiano stipulato contratti di negoziazione titoli fuori sede prima del 1.9.2013. Tale motivazione merita di essere condivisa, anche al fine di garantire l’uniformità degli orientamenti giurisprudenziali e – quindi- certezza del diritto, tanto più tenuto conto di come tale interpretazione sia la medesima riconosciuta come espressamente valida dal legislatore a partire dall’1.9.2013 con la norma di legge richiamata e sia espressione dei principi già sanciti dalla Cassazione a Sezioni Unite con la sentenza13905/2013.
Parte convenuta non ha provato, d’altro canto, che il contratto di IRS concluso su sollecitazione telefonica della convenuta, sia stato effettivamente frutto di seria negoziazione tra le parti, offrendo sul punto solo il primo dei capitoli di prova articolati con la seconda memoria istruttoria, la cui genericità ha escluso la possibilità di ammissione della prova richiesta.

By | 2018-01-31T19:28:43+00:00 gennaio 16th, 2018|Sentenze e casi trattati|0 Commenti

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Massimiliano Elia Laureato all'Università degli Studi di Torino, è iscritto all’Ordine degli Avvocati di Torino, con abilitazione al patrocinio presso le Giurisdizioni Superiori. Vanta una vasta competenza ed esperienza nel settore bancario e finanziario, con particolare riguardo ai temi della finanza straordinaria e strutturata, ristrutturazione del credito, contenzioso e operazioni di risanamento delle imprese, private equity e venture capital. Massimiliano Elia ha ricoperto il ruolo di Componente della Commissione Assistenza giuridico-economica in materia bancaria e finanziaria di "U.N.I. Ente Italiano di Normazione"; ha assunto incarichi in collegi Arbitrali e collabora quale arbitro con il Tribunale della Camera Arbitrale di Milano. E' autore e coautore di pubblicazioni in materia bancaria e finanziaria e su tali temi partecipa in qualità di relatore a numerosi convegni di studio. Lingue straniere: inglese

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